Mammografia con tomosintesi

Che cos'è?

E' una particolare radiografia delle mammelle che impiega una bassissima dose di raggi X, grazie alle moderne apparecchiature e alla particolare sensibilità delle pellicole utilizzate.
Proprio in virtù della bassissima dose di raggi X è possibile eseguire periodicamente mammografie, senza significativi rischi.
Questo permette di ripetere l'esame anche una volta l'anno, cominciando dopo i 35 anni a seconda dei casi.
Non procura dolore, al massimo solo un lieve e momentaneo disagio per il delicato sistema di compressione sulla mammella, necessario per ottenere immagini più nitide e precise.

Perché si fa?

Lo Studio Radiologico Bernasconi  ha acquisito  una  apparecchiatura di ultimissima generazione per la diagnostica senologica, la “ tomosintesi mammaria con doppia  metodica (mammografia digitale + tomosintesi)” che consente di studiare la mammella a “strati”, scomponendola in tante sezioni dello spessore di un millimetro, e di evidenziare in maniera più chiara e accurata anche sottili alterazioni indicative di un tumore di piccole dimensioni.  In pratica  il mammografo acquisisce direttamente gli strati (3d) e ricostruisce con un algoritmo matematico l’immagine in 2d, per cui la dose finale è simile a quella di una mammografia digitale  tradizionale.
Questa metodica è in grado rilevare secondo la “Fondazione Veronesi “ (www.fondazioneveronesi.it) con una elevata accuratezza diagnostica, lesioni tumorali al seno molto piccole con percentuali pari quasi al  doppio di quelle offerte dalla mammografia digitale.
Secondo un ampio studio della University of Pennsylvania's Perelman School of Medicine che ha coinvolto 13 centri statunitensi per oltre 500.000 donne  ha concluso che la ‘doppia’ (2d + 3d) metodica mammografica rileva il 41% in più di tumori al seno invasivi localizzati, il 15% in meno di richiami per indagini diagnostiche aggiuntive a causa di probabili falsi negativi e 29% in più di ‘veri’ carcinomi mammari riscontrati.

Prima dell'esame

Non occorre osservare particolari accorgimenti nei giorni precedenti l'esame.
La fase del ciclo mestruale non è condizionante ai fini della qualità delle immagini; tuttavia è preferibile eseguire l'esame mammografico evitando la fase periovulatoria (metà ciclo) e/o premestruale qualora la mammella risultasse in tali periodi particolarmente dolente.
E' opportuno evitare l'uso locale di qualsiasi tipo di cosmetico, olio, crema e soprattutto talco, nelle ore precedenti l'esame.

Nonostante la mammografia impieghi bassissime dosi di raggi X è opportuno che non venga eseguita in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre; evitare quindi l'esame se non è possibile escludere con sicurezza un'eventuale gravidanza.

Come si svolge

L'esame mammografico viene generalmente eseguito in stazione eretta, a seno nudo, appoggiando una mammella alla volta su un apposito ripiano ad altezza regolabile.
L'apparecchio determina una leggera compressione sulla ghiandola che migliora la qualità dell'immagine mammografica.

Normalmente vengono eseguite due radiografie per ciascuna mammella con riprese dall'alto verso in basso ed obliquamente, per una completa visione di tutta la ghiandola.
L'esame dura pochi minuti e può essere completato anche da una valutazione clinica della mammella.

Dopo l'esame

Completata la mammografia non rimangono segni o alterazioni cutanee sulle mammelle, dolore e non vi è alcuna raccomandazione da osservare nei giorni successivi, nè terapia da fare.
Talvolta il medico radiologo può richiedere, a completamento della mammografia anche un esame ecografico, che non è mai sostitutivo, ma complementare, perchè mirato sulle immagini radiografiche.

La pellicole radiografiche, documento dell'esame eseguito, vanno conservate con estrema cura, non piegate, arrotolate, bagnate o pressate sotto pesi, e presentate ad ogni successivo controllo medico.

L'esame mammografico può essere ripetuto, sempre a giudizio del medico curante, ogni 1-2 anni nelle donne di età compresa tra 40 e 50 anni.

Quando non si può fare

Nonostante la mammografia impieghi bassissime dosi di raggi X è opportuno che non venga eseguita in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre; evitare quindi l'esame se non è possibile escludere con sicurezza un'eventuale gravidanza.

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